venerdì, 17 febbraio 2006, ore 11:36

In silenzio, guardar crescere l’ansia. La febbre dentro l’anima, la solitudine. Aggrapparsi ad un foglio, una stilo, uno sfogo. Il sorriso di qualcuno che solo per caso te lo rivolge.
In silenzio, contro la morte e la disperazione. Aggrapparsi ad un’illusione per caso capitata tra le tue dita. Chiudere gli occhi e chiamare, urlare col pensiero e la certezza di non poter essere udita. Solitudine. Desiderio incolmabile di un unico tipo di conforto. Un solo abbraccio, un solo sguardo. Inarrivabile. Impossibilmente lontano, tanto quanto è stato immediato e vicino.
Straziante nella misura della sua realtà.
Abbandonare le dita e far loro comporre frasi smarrite, senza una meta, uno scopo o un messaggio, se non forse il semplice e arcano grido d’aiuto. Bisogno di aiuto.
Esistere in un altro modo. Con altre priorità, con altri sogni. Rispetto, elasticità mentale. Attaccamento, nostalgia. Convivono, sì, a tuo dispetto, pur se tu le consideri assurde, assieme.
Dolore sordo, immenso.
Disperazione.
Non voglio essere compianta. Non cerco la pietà di nessuno. Descrivo per la pura voglia di farlo, per il solo bisogno, indipendentemente, una volta tanto, da cosa me ne possa venire. Forse perchè fra tutte le cose che potrebbero derivare dal mio "confidarmi", dal mio pubblicare le emozioni, ho perso la speranza di trovare le uniche che potrebbero costituire il mio tornaconto. So che lui non leggerà. Quindi scrivo tranquilla, se così si può dire.
Rulli di tamburo, martellanti, incessanti, un'aula vuota e immensa, palpitare doloroso del cuore. Fiamme sottili e pungenti. Immagini gratuite e simboli senza nessun significato. Nessuno.
Passiva attesa che la mente si allontani. Attendo senza più voglia, che tutto passi, anche se non vorrei passasse mai.
Vorrei smettere qui tutto, chiudere gli occhi e riaprirli senza ricordare più niente. Senza più la capacità di piangere.
Ho smesso anche di chiedere aiuto. Tanto il mondo non si cambia…
Mi soffoca. È un groppo alla gola che non riesco a eliminare. E sono sicura che dall’esterno non si vede.
Per chi non vuole guardarmi, certo.
Lascio. Mollo.
Basta.
Ho
 
chiuso.
clearwings
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Commenti
#1   17 Febbraio 2006 - 21:32
 
no, non si vedeva
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categoria : cataclismi, pericolosissime elucubrazioni