domenica, 21 gennaio 2007, ore 20:27

oh insomma… siamo solo diversi… io sono così… non penso prima di parlare… non ancora… non mi riesce e me ne dispero, perché a volte, con certe persone, proprio non si dovrebbero dire cose così tanto per. E puntualmente invece, magari cominciando la conversazione con timore di sbagliare e attenzione e pensieri antecedenti e collaterali, mi rilasso durante la stessa, magari rido o azzecco qualcosa che fa ridere l’altro, e paff, eccola lì, la catena di opinioni, parole, notizie anche molto semplici, che, per qualche motivo improvvisamente dimenticato, sono inappropriate. Danno fastidio, sconfinano, non dovevano essere dette… e così via.

Tragico, credetemi.

E non ci puoi fare nulla... chiedi scusa ma il danno è fatto.

Dall’altro lato la chiamano “imposizione”. Insensibilità.             Come me quando sto dall’altro lato.

Ce la metto tutta, giuro. Ce la farò prima o poi… lo spero tanto.

clearwings
P.link ¦ commenti (4)
Commenti
#1   23 Gennaio 2007 - 14:52
 
Non può sussistere un dialogo di alcun genere nel momento in cui si apporta come scusa il dire : "Ma io sono fatta così."
E non sono io,Valentina,a dirlo,ma Jaspers,un filosofo nostro contemporaneo.La gente cambia.E lo fa più velocemente sopratutto quando si rende conto di sbagliare.Se davvero se ne rende conto.Basta chiudere la bocca,fermarsi prima,e PENSARE.
Le risposte istintive non dovrebbero esistere in una discussione,proprio perchè non bisogna attaccare ma ascoltare.Fermati e pensa un pò.

Valentina
utente anonimo

#2   23 Gennaio 2007 - 18:28
 
Ti ringrazio per il commento e ti assicuro che ce la metto tutta davvero. Mi sforzerò ancora di più, dato che non è mia intenzione risultare arrogante.
Auguri per domani.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente clearwings

#3   28 Gennaio 2007 - 13:01
 
vorrei intervenire al discorso dicendo che, sono daccordo con Valentina, solitamente si riesce a parlare con gli altri solo quando si pensa prima, altrimenti non è più una conversazione, ma una presa in giro...
il fatto che tu dica che durante la conversazione pensata ti rilassi e dici cose che non vorresti die se le pensassi prima di proferirle indica inoltre a mio avviso una cosa ben più grave dell'arroganza, ovvero la mancanza di voglia di instaurare una discussione con l'altro, poichè se così non fosse saresti già rilassata mentre proferisci ciò che pensi, poichè tieni a far avere al tuo interlocutore una tua versione ribattibile per poter sapere il suo parere e per portare all'estrema comprensione reciproca sul tema del discorso. e quì secondo em sbagli...quello che posso dirti, dall'alto della mia esperienza è di fare la prima mossa, di cercare ciò che realmente tieni e di muoverti secondo quel sentiero, chi ti ama ti seguirà nonostante tutto, e non avrai bisaogno di fingere un interesse forzato con loro, ma essere te stessa....
ciao da AntiSlugman
utente anonimo

#4   28 Gennaio 2007 - 14:37
 
AntiSlugman: A tutti (credo) spesso capita di non volere nessuna interferenza su alcuni nostri pensieri… la delicatezza di una conversazione sta nel capire dove stanno queste “aree vietate” ed evitarle.
La mia indelicatezza, arroganza o qualsiasi cosa sia, credo consista proprio nel non fare più caso a questi limiti. Proprio perché mi rilasso quando in una conversazione si stabilisce un equilibrio di fiducia diciamo, cioè quando ci si confida qualcosa… intendevo questo.
Non si tratta di me che non voglio far avere una mia “versione ribattibile” sul discorso, per arrivare alla reciproca comprensione, come dici tu… in questo caso si tratta invece di un divieto non rispettato, ovvero, se vuoi metterla così, un’opinione (ribattibile) indesiderata.
…capisci? Per questo mi sono scusata, ed è questo che voglio evitare, non l’esprimere le mie vere opinioni.
Grazie del commento, ciao!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente clearwings

Commenti
¦ commenti (4)(popup)
categoria : stairway to, zibaldino