"Forse per il fatto che ho aspettato tanto a lungo, io cerco qualcosa di assolutamente perfetto. Perciò non è facile".
"Un amore perfetto?"
"No, nemmeno io aspiro a tanto. Mi basterebbe poter fare i capricci. Questa perfetta libertà".
"Ehi.. Ehi.. mi senti? Dì qualcosa" disse Midori, la testa ancora sepolta nel mio petto.
"che cosa?"
"quello che vuoi, purché sia qualcosa che mi faccia sentire meglio."
"sei molto carina."
"Midori" suggerì lei "mettici anche il nome."
"sei molto carina, Midori" corressi.
"molto quanto?"
"tanto da far crollare le montagne e prosciugare i mari."
Lei sollevò la testa e mi guardò. - "sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche?" disse.
"solo tu mi capisci davvero" dissi ridendo.
"dimmi qualcosa di ancora più carino."
"Mi piaci tanto, Midori."
"Tanto quanto?"
"tanto quanto un orso in primavera."
"un orso in primavera?" chiese lei sollevando di nuovo la testa "come sarebbe un orso in primavera?".
"un orso in primavera.. allora, tu stai passeggiando da sola per i campi quando ad un tratto vedi arrivare nella tua direzione un orso adorabile dalla pelliccia vellutata e dagli occhi simpatici, che ti fa: 'senta signorina, non le andrebbe di rotolarsi un po' con me sull'erba?'. Tu e l'orsetto vi abbracciate e giocate a rotolare giù lungo il pendio tutto ricoperto di trifogli per ore e ore. Carino, no?"
"Carinissimo"
"Ecco, tu mi piaci tanto così."
oh insomma… siamo solo diversi… io sono così… non penso prima di parlare… non ancora… non mi riesce e me ne dispero, perché a volte, con certe persone, proprio non si dovrebbero dire cose così tanto per. E puntualmente invece, magari cominciando la conversazione con timore di sbagliare e attenzione e pensieri antecedenti e collaterali, mi rilasso durante la stessa, magari rido o azzecco qualcosa che fa ridere l’altro, e paff, eccola lì, la catena di opinioni, parole, notizie anche molto semplici, che, per qualche motivo improvvisamente dimenticato, sono inappropriate. Danno fastidio, sconfinano, non dovevano essere dette… e così via.
Tragico, credetemi.
E non ci puoi fare nulla... chiedi scusa ma il danno è fatto.
Dall’altro lato la chiamano “imposizione”. Insensibilità. Come me quando sto dall’altro lato.
Ce la metto tutta, giuro. Ce la farò prima o poi… lo spero tanto.
La mimosa fiorita dal 6 gennaio mi fa venire i brividi. Quest’anno l’Aspromonte l’ho visto imbiancato solo di neve artificiale. Ancora.
Devi studiare e hai una nonna, da qualche parte, ricordi?
Quattro euro trovati in un cappotto che non sarà più messo dalla sua proprietaria.
Le piante hanno deciso che la primavera è alle porte, chi glielo spiega che ci vorrebbero ancora due mesi, ai tulipani che mettono la capoccia fuori? Al trifoglio e agli tsucameli?
L’apocalisse fiorita, sìsì, dissertiamone ancora un po’. C’è tempo, come no. Perché cavolo sono capitata a vivere in questi merdosissimi anni in cui declina il pianeta –Martin Sileno, preciso-?? Ma un secolo fa no, eh?? Sadismo puro, ecco cos’è.
È buffo avere tutti le stesse paure. Rimanere soli, cos’altro? È tutto qui.
A nessun bambino frega niente dell’immortalità dell’anima.
VIVA